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Il 30 settembre rappresenta l’ultimo giorno utile per l’invio del modello 730/2025 da parte di chi non ha ancora provveduto alla trasmissione. In questa fase finale è fondamentale svolgere verifiche accurate: i contribuenti devono raccogliere la documentazione mancante e i Caf e professionisti abilitati devono richiedere informazioni puntuali ai clienti, così da ridurre il rischio di contestazioni future legate a redditi o spese non correttamente dichiarati.

L’Agenzia delle Entrate, nelle proprie Faq, ricorda che nonostante l’enorme quantità di dati già caricati nella dichiarazione precompilata, diverse tipologie di redditi e oneri non vengono ancora trasmessi al Fisco in automatico.

Redditi non inclusi nella dichiarazione precompilata

Tra i casi più frequenti di omissione nei dati precompilati rientrano:

  • Quadro C – Redditi di lavoro dipendente e assimilati: pensioni e redditi da lavoro dipendente estero, stipendi pagati da privati senza ritenute (ad esempio colf e badanti).
  • Quadro D – Redditi diversi: terreni e immobili situati all’estero.
  • Quadro M – Altri redditi soggetti a imposta sostitutiva o tassazione separata: rivalutazioni di terreni, redditi di capitale italiani ed esteri, compensi per lezioni private o risarcimenti corrisposti da soggetti privati.
  • Quadro W – Investimenti e attività finanziarie estere: patrimoni detenuti all’estero, partecipazioni e criptoattività.
  • Quadro T – Plusvalenze: guadagni da cessione di partecipazioni o di criptovalute.

Spese non caricate o scartate dal sistema

Sul fronte degli oneri detraibili e deducibili si rilevano due criticità:

  • Spese non trasmesse al Fisco: ad esempio quelle sostenute all’estero (spese mediche e scolastiche) o acquisti di dispositivi medici effettuati in punti vendita non obbligati alla trasmissione (supermercati, ipermercati, pet-store, e-commerce non farmaceutici). In tali casi il contribuente deve conservare lo scontrino o la fattura, e per i dispositivi complessi anche la scheda tecnica che attesti la marcatura CE.
  • Spese inviate ma “non utilizzate” dal software: per ragioni di cautela l’Agenzia delle Entrate esclude automaticamente alcune voci, come:
    • più documenti con lo stesso importo emessi dallo stesso professionista sanitario;
    • numerose prestazioni della stessa struttura (es. cicli di fisioterapia o psicoterapia);
    • importi anomali o molto elevati (sopra i 15.000 euro).

Cosa fare prima dell’invio

Per trasmettere un 730 corretto e completo, il contribuente deve:

  • verificare la presenza di redditi esteri, plusvalenze e compensi particolari non inclusi nella precompilata;
  • raccogliere e consegnare al professionista la documentazione relativa alle spese mediche e scolastiche sostenute all’estero e agli acquisti di dispositivi medici non comunicati al sistema TS;
  • fornire al Caf o al consulente fiscale le ricevute scartate dalla precompilata, così da consentirne l’inserimento manuale.

Conclusioni

Il termine del 30 settembre non lascia margini di errore: è fondamentale che ogni contribuente effettui un controllo accurato insieme al proprio consulente fiscale. Solo così è possibile garantire una dichiarazione 730 completa e corretta, evitare omissioni e beneficiare appieno delle detrazioni e deduzioni fiscali spettanti.

Lo Studio Bernardi – Commercialisti e Revisori Legali offre assistenza completa nella predisposizione e nell’invio delle dichiarazioni dei redditi, garantendo precisione, conformità normativa e ottimizzazione fiscale. Una consulenza qualificata permette di ridurre i rischi di errori o omissioni, tutelare il contribuente e valorizzare ogni opportunità di detrazione e deduzione. Per informazioni o per fissare un appuntamento con i nostri professionisti, contattaci senza impegno.

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